Chicca Gambaro ha attraversato la vita riempiendola di interessi, di
passioni, di grandi amori: l'impegno politico, la lettura, gli amici ma,
soprattutto la pittura e la musica.
Cominciò a dipingere negli anni '40 traendo i suoi modelli dalle figure dei
pescatori, dai grandi avvenimenti politici, ritraendo amici e paesaggi
urbani.
La sua grandissima inesausta passione è la musica, il melodramma, la danza.
Diventa scenografa, dapprima per il teatro di prosa e poi, inevitabilmente,
per i maggiori teatri d'Opera. La Scala, l'Opera di Roma, il Comunale di
Bologna, l'Arena di Verona e tanti altri palcoscenici diventano il suo
mondo, il mondo dei suoi migliori amici.
I critici sono concordi nel valutare il suo lavoro come quello di una
artista di grande capacità e valore che riesce, con le sue intuizioni a
valorizzare maggiormente le opere a cui si accosta. Registi e direttori
d'orchestra la ammirano e sollecitano la sua collaborazione.
Ormai nota e affermata si ammala nell'inverno del 1981, proprio quando
l'Arena di Verona le commissiona la scenografia del Rigoletto per l'apertura
della stagione.
Le sue opere sono custodite in collezioni private, nei musei e negli archivi
teatrali.
Foto di scena da "Il flauto danzante"
Combattimento di Tancredi e Clorinda
